Caro Gustavo

Primavera 2006

Caro Gustavo lettera a un amico pubblicato sul sito internet www.media-arte.it

Scoprire che nella nostra società e anche tra noi si è creato un fossato culturale, solo pochi anni addietro impensabile mi allarma e mi crea disagio.

Quando ci incontriamo per stare insieme qualche ora a cena, in virtù di una antica amicizia e di molte idee condivise, l’arte, la poesia, la cultura, la fratellanza, invece emergono posizioni radicali difficili da comprendere se non a causa di virus e insinuazioni in libertà immessi nel nostro mediatico tessuto sociale per fini di pura convenienza politica.

Mi chiedo quali sono le ragioni di una simile sventura, allora mi viene in mente il nostro simpatico amico Sergio Melloni che qualche volta si divertiva a metterci l’uno contro l’altro (li chiamava azioni di disturbo) per ricavarne un piccolo vantaggio, magari solo di immagine.

Questo è successo in Italia, si è cominciato a dire che i problemi di una parte d’Italia sia dovuta alle regioni più arretrate economicamente, che queste regioni vivono con i soldi delle regioni più ricche, che Roma è una città ladrona, che noi siamo meglio di loro, che noi lavoriamo e loro no e così via.

Esattamente quello che dicevano i nazisti nei confronti degli Ebrei, che erano la causa di tutti i mali della Germania, e la cosa più sconcertante è che questo ha avuto in Germania un larghissimo seguito così come in Italia ha molto seguito l’idea che i mali o problemi del nord siano dovuti al sud spreconi ladroni e fannulloni. E’ una idea che fa presa sulla massa e nella pancia, che così scarica le proprie frustrazioni su un ipotetico colpevole, nemico o straniero.

Esempio: Se cominciamo a dire in giro che questi industriali sono tutti ladroni, che deturpano l’ambiente, sfruttano la gente con un salario da fame, che hanno portato milioni di stranieri nelle nostre città, che ci rendono la vita non vivibile, che appena possono portano le loro aziende dove il lavoro costa un decimo del veneto, e lasciano la nostra gente senza lavoro e con i cancheri dell’inquinamento, che potremmo vivere sani come una volta, dei frutti della terra, la serenissima è durata mille anni senza le industrie, credo che avremmo anche la tua adesione oltre che un seguito numeroso.

Io personalmente non difendo ne quelli del sud ne quelli del nord o dell’est, se vi sono dei ladri sono uguali da per tutto e vanno denunciati e puniti severamente, come noto dalle cronache recenti

le tecniche sono raffinate, e sempre più provengono da quegli strati sociali insospettabili, da Parmalat a Erron e altri scandali finanziari internazionali che hanno ripulito le tasche di milioni di persone in buona fede.

Mi sento invece di difendere i più deboli, i diritti civili, quelli umani. i contadini che sono uguali quelli del sud come quelli del nord, i lavoratori che sono uguali in tutto il mondo, come gli imprenditori corretti che hanno un comportamento etico. D’altra parte proveniamo da una storia e una cultura cristiana dalla quale derivano i valori della correttezza della fratellanza della solidarietà, e non quella della intolleranza del ladrocinio e dell’odio.

Invece da noi si sta radicando l’egoismo e con essa la perdita della ragione, la possibilità di comprendere il mondo che ci circonda è offuscata da insinuazioni, virus populisti e localistici che non difendono le origini e le tradizioni ma la impoveriscono in una sorta di rancore collettivo.

Se mai ci dovrà essere una parola d’ordine non sarà il furore, ma l’elevazione spirituale e culturale che non proviene da una condizione economica, ma se mai può favorirla.

Un caro saluto Ernesto