Luca Bellinelli         www.media-arte.it    Bregassona  Lugano 0041-91-523818    

 

Il codice Bellinelli

Saper coordinare il proprio costruito con il suo intorno è una delle qualità fondamentali del vero architetto. Luca Bellinelli, quaranta- seienne ticinese con origini ferraresi, é dunque un vero architetto: per lui. l'edificio, qualunque edificio, non può prescindere dal paesaggio in cui si innesta. Bellinelli non ama però, e prima ancora, non crede a inserimenti edilizi che rispondano a criteri di pura armonia o di dissonanza con il preesistente, o che, semplicemente, lo subisca- no. La sua idea, di ispirazione razionalista e maturata come soluzione di dubbi annosi. è che ogni architettura per essere tale deve promuovere un processo di riorganizzazione e riqualificazione iconica dell'ambiente. Così, sia che si collochino nella banalità di un tessuto urbano degradato, sia che si confrontino con fabbriche o abitati, storici o contemporanei, importanti, sia ancora che debbano dialogare con un territorio solo debolmente antropizzato, i suoi edifici, i suoi progetti assommano sempre unèstrema comprensibilità architettonica, un'avvertibile, dichiarata carica simbolica, una evidente, direi quasi prepotente, espressività. Sono topoi  fatti per essere riconosciuti e ricordati, per stimolare una diversa percezione ambientale, per suggerire modi di rigenerare la trama degli insediamenti umani troppo spesso ridotta a una congerie di brutture. Con questa prospettiva, Bellinelli ricerca un'architettura semanticamente chiara, ma non minimale, capace di articolare secondo una sintassi logica e non ambigua le complesse esigenze dell'abitare, del lavorare, del vivere. La sua matrice creativa sta in un repertorio, in continuo divenire, di segni architettonici semplici e perciò efficacissimi, e in un codice costruttivo «aperto» elaborato in oltre due decenni di attività, attraversando e superando le insicurezze di una formazione senza maestri e senza certezze (erano gli anni della contestazione), studiando l'architettura rinascimentale italiana e quella   neoclassica dòltralpe, <`incontrando» Le Corbusier Miss van der Rohe, i razionalisti comaschi, Kahn, Meier, ma anche confrontandosi, alla ricerca di uno spazio proprio, con Snozzi, Vacchini, Galfetti, Botta. Esplorando, sperimentando, imparando facendo, perché, per fortuna, in Ticino fino a oggi si è potuto costruire Evitando di rincorrere mode e tendenze. Dalla casa unifamiliare di Belfort del 1970 al progetto di quella di Tesserete del 1992. gli edifici di Bellinelli hanno sempre rifiutato di esibire la frigidità dell'ultimo International Style o di indossare maschere postmoderne come segno distintivo. Fanno un moderato ricorso a elementi high tech, rifuggono dai contorsionismi decostruttivisti, eppure presentano una costante fisiognomica ben identificabile. Sono di Bellinelli perché i fattori che li qualificano portano inequivocabilmente la firma di Bellinelli. Il codice di Bellinelli non è, non ha la pretesa di essere un trattato teoretico o un manuale.

Riccardo Bianchi

 


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