Mantegna a Padova

Settembre 2006

Alla presentazione dell’evento “Mantegna a Padova“, si è distinto l’architetto Mario Botta, che avendo curato l’allestimento, si è spinto a dare una sua versione della grande mostra: (Un avamposto fermo dei valori classici e cristiani contro un moderno relativista e pericoloso.)

Se si avevano dei dubbi sulla reale funzione di queste grandi mostre commemorative, doverose e necessarie da ogni punto di vista, adesso abbiamo un reo confesso, (anche se non gli competeva) sulla reale funzione di questi eventi. Cioè sono utilizzati per riaffermare una sorta di fondamentalismo culturale contro una modernità e una contemporaneità sterile e senza valori.

Ora se queste posizioni di uomini di cultura e di successo credono di fare gli interessi dei valori classici e cristiani commettono un grave errore. Vorrei ricordare per l’occasione padovana, che proprio a Padova oltre che, Petrarca, Donatello, Mantegna, che rielaborarono l’antichità in funzione del rinascimento, vi soggiornò a lungo Galileo che con le sue idee scientifiche fu costretto a smentirsi per salvare le penne.

Da Galileo in poi le cose non sono andate migliorando, e allo stato attuale si avverte una lotta sotterranea in difesa di una cultura certa contro una cultura incerta di ricerca e sperimentale.

Ma la difesa dei valori e della cultura certa non è la difesa di Dio, né la ricerca e la scienza vogliono ucciderlo. Anche se la scienza prende le distanze da posizioni statiche del cristianesimo e di canoni culturali consolidati nel tempo. La scienza e la tecnica rispondono ad una concezione del divenire dell’universo come ormai è ampiamente dimostrato, e il divenire dell’universo non è in contrasto con il divenire di Dio che per palesarsi a mandato Gesù sulla terra.

Pertanto l’utilizzo di eventi cosi fondamentali della nostra storia e della nostra cultura, non possono essere strumentalizzati né per fini personali né collettivi in difesa di supposti valori in pericolo.

La difesa dei valori, la cristianità, la storia culturale si ha quando si è coscienti del naturale divenire delle cose, l’accettazione del sentire contemporaneo, così come fecero il Petrarca, Donatello, Mantegna, rielaborando i canoni di un’arte antica in funzione del rinascimento cristiano.

Ma anche il rinascimento cristiano ha avuto delle modificazioni attraverso i secoli, fino a una cultura e un’arte contemporanea che non ha esaurito il suo percorso, e ha ancora le potenzialità per un'indirizzo della civiltà occidentale nella quale il cristianesimo ha un ruolo determinante, Se ha la capacità di mediazione di quel conflitto che è rappresentato dalla vita sul pianeta, che la scienza tenta di svelare, in contrasto con il dogma religioso, ma non necessariamente in antitesi con Dio.

Ernesto Di Battista