Associazione per il partito democratico nel Veneto

Ernesto Di Battista   gennaio 2007

Partito democratico nel Veneto

La promozione del partito democratico soprattutto nel veneto, è una necessità e una opportunità.

Una necessità perché, il veneto per l'eccessiva frammentazione di soggetti non ha sufficiente rappresentanza politica a livello nazionale, e a livello locale ristagna nel localismo di amministrazioni non sempre in grado di dare risposte adeguate alle esigenze di una società in continuo cambiamento.

Una opportunità perché il movimento consentirà il superamento di vecchi partiti che ormai risentono di un logoramento ideologico o di invecchiamento della loro classe dirigente.

Terzo consentirebbe una apertura a soggetti politici giovani sul territorio con una visione più aderente alle esigenze di una società avanzata come il veneto, che attualmente non è interpretata dalle attuali dirigenze politiche sia esse di sinistra che di destra.

Il superamento di talune ideologie destra-sinistra, a quelle localistiche di territorio, vanno verso una visione pragmatica dei temi sociali, della economia globale, della cultura dell’impresa e del suo sviluppo armonico, dell’avanzamento culturale, più in generale per la gestione di una società, che avanza più della posizione di partiti politici.

Il partito democratico è sicuramente un partito che può essere accettato dalla stragrande maggioranza dei veneti per la sua collocazione moderata ma pragmatica e per la sua gestazione dal basso cioè da associazioni spontanee fino alla selezione di elementi qualificati e vicini alle esigenze del territorio, per capire e interpretare quegli umori particolari di una industrializzazione diffusa che ha da tempo superato il concetto di classe e avviato verso una progettualità condivisa.

La fusione di DS e Margherita e altri partiti in partito democratico è un progetto importante ma ha il difetto di essere concepito dall’alto dai vertici di partiti che presentano un logoramento inevitabile per il loro trascorso non da tutti condiviso, per contro un partito che in parte almeno tentasse un rinnovamento dalla base e con soggetti giovani e legati al territorio, potrebbe diventare un partito di massa in modo particolare nel veneto e avere quel peso da molti invocato, ma a causa di una eccessiva frammentazione dispersa e impotente.

Al convegno di Roma si sono espressi per una formazione dal basso i sindaci,Veltroni, Chiamparino, Cacciari ed altri intellettuali mentre i responsabili dei partiti fanno un pò la melina, ma è chiaro che tutto dipende dalle formazioni di base o spontanee a determinare le caratteristiche del movimento mettendo in conto le esigenze e le peculiarità di ogni regione.